Stefano Salvi, Le insidie / Neumi (LietoColle 2007)
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[…] L’antologia Il presente della poesia italiana (LietoColle 2006) non si disloca legata alla scelta di autori della “generazione” dei Settanta […]. Il trascinamento generazionale è un qualcosa che, personalmente, non ho mai ammesso (a dir la verità mai nemmeno compreso), ed anzi […] mi sono sempre stupito molto davanti al facilissimo del teorizzare per/di generazione, e davanti all’insiemino – sempre a voltaggio bassissimo – fatto sul “concetto” che l’essere dei Settanta presupporrebbe chissà quali facoltà e non-facoltà: ciò premette tante (troppe) conclusioni che si fatica molto a verificare, attendibili solo nel luogo comodo delle combriccole più o meno in luce […]. Intimo nel progetto è invece la necessità e l’esperimento di una mappatura il più possibile attendibile di quanto accade, nel tentativo di fare emergere lo spessore di voci attuali, e necessarie […], dei termini sicuri nel vasto panorama dei “giovani”: coloro cioè che hanno saputo accumulare credito – in virtù dei libri pubblicati e dell’interesse suscitato – e bibliografia critica, e che si sono fatti attori consapevoli del sommovimento culturale in atto e delle aperture espressive di questo millennio nuovo. L’opzione non ha, poi, andatura militante e/o “politica” e neppure […] l’antologia è costruita a ridosso di altre antologie: non nasce cioè per il desiderio di un dialogo-scontro con il lavoro e la scelta di altri, non implica una lettura polemica e ribaltata delle scelte fatte da altri.
